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CASTELLO DI AGLIÉ

Prima di passare nel Settecento ai Savoia, il Castello di Aglié fu la dimora del conte e letterato Filippo San Martino d’Aglié, discendente della famiglia che ne possedeva il feudo già dal Medioevo. Su progetto di Amedeo di Castellamonte, il vecchio castello fortificato venne trasformato in palazzo; il vasto cantiere si avviò a partire dal 1642, ma l’intervento divenne sostanziale dal 1646 sviluppandosi nell’arco di circa dieci anni. Nel primo Ottocento, la residenza, che conta ben trecento stanze, fu scelta per la villeggiatura dal Re Carlo Felice e da lui fatta in parte ridecorare: sono da ammirare il grande salone da ballo affrescato e stuccato, la quadreria e le preziose collezioni di reperti archeologici. L’edificio è attorniato da un giardino all’inglese e all’italiana e da un grande parco con alberi centenari.

VILLA IL MELETO

Villa Il Meleto, così chiamata perché il viale d’ingresso e il terreno confinante erano coltivati a frutteto, fu la residenza estiva del poeta Guido Gozzano. Costruzione risalente alla seconda metà dell’Ottocento, era proprietà del Senatore Massimo Mautino. La villa fu donata dal Senatore alla figlia Deodata in occasione delle sue nozze con l’ingegnere Fausto Gozzano e fu utilizzata come soggiorno estivo della famiglia, dopo il trasferimento della residenza a Torino. Nel 1904 Guido Gozzano e la madre iniziarono il restauro dell’edificio giungendo al risultato ancora visibile oggi: una villa con balcone al primo piano e la facciata affrescata da glicini, secondo il gusto liberty che andava diffondendosi; attorno un giardino romantico e poco distante il frutteto e uno stagno con l’isoletta dello chalet (oggi demolito). L’edificio fu venduto nel 1912 come nuda proprietà ad un contadino, il sig. Brunasso, e rimase dunque alla famiglia Gozzano la possibilità di continuare ad abitarla. Nel 1945 la villa fu acquistata dalla signora Edvige Gatti Facchini che cercò di ritrovare gli arredi mancanti. Nel 1972 la villa passò al dottor Francesco Conrieri che la restaurò facendo minuziose ricerche in modo riportarla ad uno stato molto simile a quello descritto da Gozzano nelle sue poesie.
Gozzano, durante le sue lunghe permanenze al Meleto che alternava ai soggiorni a Torino, diede vita ad una grande produzione poetica dai toni dannunziani prima, con l’ironia borghese e realistica e con i toni della scapigliatura poi. L’eleganza e l’estetismo non caratterizzarono solo la sua opera letteraria: la sua coerenza all’ideale di vita che lo spingeva a fondere vita e poesia, lasciò che il suo personaggio apparisse dandy e raffinato. Il famoso salotto di Nonna Speranza, arredato in stile liberty, è immortalato nella poesia L’amica di Nonna Speranza.

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inizio percorso di spettacolo presso Villa Il Meleto

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